La Riserva dello Zingaro: spiagge, sentieri e calette nascoste

Conoscete tutti la Riserva dello Zingaro? Uno dei tesori della Sicilia che si trova tra San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo, si estende per 7 Km di costa e di mare cristallino circondata dall'affascinante natura incontaminata della Sicilia. Perla della Sicilia nord occidentale, assolutamente da vivere durante il vostro weekend o la vostra vacanza a Trapani

Io ci sono stato e quello che ho visto e ammirato è stato qualcosa di incredibilmente bello! Ne vale davvero la pena venirci almeno una volta nella propria vita. La Riserva dello Zingaro, la prima riserva della Sicilia, è un luogo perfetto per gli amanti della natura, del mare, del trekking e dello snorkeling. Tutto, all'interno della riserva si fonde in piena armonia: la natura incontaminata, il mare con i suoi colori che vanno dall'azzurro al verde, le rocce calcaree, le calette nascoste, i maestosi carrubbi e tutta la flora mediterranea che si estende e per finire le antiche colonie che si alternano mischiandosi nel migliore dei modi tra i colori e i profumi di questo tesoro della Sicilia occidentale

 

 

Ci sono due ingressi, uno da Scopello e uno da San Vito lo Capo e si può accedere solamente a piedi, non ci sono strade che permettono ai mezzi di arrivare in prossimità delle calette; infatti parcheggiando la macchina in un grande parcheggio all'inizio della riserva bisogna proseguire a piedi. Ma fidatevi di me, anche se possa sembrare difficile e stancante, la fatica e il sudore verrà ripagato dalla meraviglia che vi si aprirà davanti ai vostri occhi. Quindi con scarpe comode ai piedi, macchina fotografica in mano, acqua e cappello siete pronti per vivere un'esperienza unica immersa tra il mare e la natura incontaminata della Sicilia. 

 

 

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Come è nata la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro? La costa che va da San Vito lo Capo a Scopello è, forse, l'unico tratto di costa incotaminato da una strada litoranea. Già nel 1976 erano iniziati i lavori per la costruzione della litoranea ma in seguito a delle iniziative del mondo ambientalista in seimila, marciarono per salvare questo paradiso della Sicilia. Questa lunga marcia liberò per sempre lo Zingaro dal cemento e  nel 1980 l'Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Sicilia espropriò l'area dello Zingaro e venne istituita, così, la prima riserva naturale della Sicilia. Quello che rimane dei lavori è un tratto di strada che è stato adibito a parcheggio dal quale i turisti che vogliono godersi le bellezze dell'intera riserva devono proseguire a piedi... mi raccomando non dimenticate di indossare scarpe comode, cappello e portarvi dietro tanta acqua! Non ci sono, infatti, lidi attrezzati nelle varie spiaggette ma durante il vostro percorso troverete delle aree di ristoro dove poter fare un pic nic o dove potrete rifocillarvi prima di proseguire a camminare. 

Sono tre i sentieri percorribili: 

- il sentiero costiero

- il sentiero di mezzo

- il sentiero alto

Quello che si respira all'interno di questa riserva è senza dubbio il forte legame tra l'uomo e la natura e lo potrete notare maggiormente grazie alla presenza del piccolo Museo della civiltà contadina, che ospita testimonianze del ciclo del grano e dove è possibile vedere all’opera alcuni dei maestri intrecciatori che lavorano le fibre vegetali, producendo diversi tipi di oggetti. Ma all'interno della Riserva potrete anche respirare e vivere il legame tra l'uomo e il mare, non solo attraverso alle calette così incontaminate che vi si aprono davanti gli occhi ma anche attraverso il Museo delle attività marinare a Cala Tonnarella dell'Uzzo, che è stato ricavato dalle costruzioni adibite ad antico malfaraggio dove venivano custoditi gli attrezzi della tonnara di Scopello e dove venivano alloggiati i pescatori che stagionalmente lavoravano all’impianto di reti fisse presso la Torre dell’Uzzo.

Oltre a questi due musei all'interno della Riserva ci sono altri 3 piccoli musei, che potrete visitare durante il vostro percorso:

- Il museo Naturalistico, il primo museo che incontrerete proprio nei pressi del Centro dei visitatori, dove sono stati collocati i pannelli sul tema "Etnobotanica dello Zingaro" con i quali vengono messe in luce, attraverso varie immagini fotografiche, le meravigliose piante spontanee utilizzate nella medicina popolare secondo la tradizione locale delle comunità rurali che abitavano questo territorio

- Il museo della Manna

- Il museo dell'Intreccio

 

Flora e Fauna della Riserva dello Zingaro

Grazie al clima mediterraneo sono tante le specie vegetali che si estendono per tutta la Riserva dello Zingaro. Da quelle più comuni come l'alloro, la malva, il cappero, i fichi d'india a quelli più rari (addirittura ne sono stati contati circa 20). Tra questi ci sono ben oltre 25 specie di orchidee selvatiche tra cui l'orchidea a mezzaluna e poi il rarissimo limonio di Todaro, tipico esclusivamente della riserva a 750 m di altezza sulle rupi di Monte Passo del Lupo. Per non parlare dei tanti fiori di campo che crescono e colorano la riserva durante la primavera come l’azzurra erba perla, i mazzetti dell’ibiride, il giaggiolo variegato, lo zafferano, i girasoli... e poi la palma nana tipica della Riserva. Oltre a queste anche le piante officinali caratterizzano gran parte di questo territorio, forme perfette che solo la natura può regalarci. Insomma picciotti, tutto questo crea un vero spettacolo!

 

 

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Tutti questo territorio è stato vissuto per molti anni da pastori e contadini, che lavoravano con amore e dedizione le piante e gli alberi per creare i propri attrezzi e strumenti di lavoro, ad esempio le foglie della palme nane venivano sfruttate per creare oggetti di vario tipo attraverso l’intreccio delle foglie. Il frassino da manna era prezioso grazie alle proprietà del suo legno, oltre che per l’estrazione della manna stessa. 

E per gli amanti del birdwatching? Camminando per questo luogo così magico e incontaminato potrete osservare circa 40 specie volatili diverse che hanno fatto di questa costa siciliana il loro luogo perfetto per la riproduzione. E quindi potrete ammirare l'Aquila del Bonelli e il Falco Pellegrino, la Coturnice di Sicilia, la Poiana dalle grandi ali del color del caffellatte, il Gheppio, il Barbagianni, l'Allocco e la Civetta.

E poi ancora, camminando per i vari sentieri sterrati, potrete incontrare la Donnola, l'Istrice, la Volpe e all'interno delle tante grotte, anche, ben 8 specie di pipistrelli! Anche sotto acqua sono tantissime le specie marine che abitano questa parte di costa Siciliana, ogni caletta con la sua acqua limpida, i suoi scogli posti li in mezzo al mare, le sue grotte sotterranee è adatta per chi ama lo snorkeling e il diving. Vi consiglio infatti di non dimenticare di portare pinne e occhialini, non potete perdervi spettacoli di questo genere! 

 

L'itinerario 

Vi ho già detto che sono tre i sentieri che potete percorrere una volta arrivati alla Riserva dello Zingaro; tre sentieri con tre gradi diversi di difficoltà. Ovviamente per i più sportivi, per gli amanti del trekking in natura consiglio senza dubbio di percorrere il sentiero alto.

 

 mappa riserva dello zingaro trapani

 

- Sentiero costiero, quello più attraversato dai tanti turisti e quello considerato come sentiero principale. Lungo 7 Km, collega Scopello (ingresso sud) a San Vito del Capo (ingresso nord), e ci vuole circa 2 ore per percorrerlo (ovviamente solo andata!!). Iniziando dall'ingresso sud, si percorre una galleria e subito dopo si incontra una prima deviazione che conduce ad un'area attrezzata per il ristoro. Dopo un breve cammino si incontra il Centro visitatori che è sede del piccolo Museo Naturalistico, subito dopo una nuova deviazione conduce alle calette di Punta Capreria, due incantevoli spiaggette di ciottoli incastonate fra le rocce, acqua limpida e fondali cristallini proprio per un primo bagnetto ristoratore. Proseguendo sul sentiero principale si attraversa un tratto di costa e si raggiunge la Cala del Varo, dove si trova un piccolo rifugio, aperto però solamente nei mesi estivi. Dopo un ulteriore tratto di cammino si giunge in contrada Zingaro, il cuore di tutta la Riserva. Da qui si possono facilmente raggiungere Cala della Disa e Cala Berretta, due calette dal mare spettacolare che invita i tanti turisti a fermarsi per un ulteriore bagno e fidatevi di me dovete per forza farlo, si perchè ogni singola caletta nascosta della Riserva deve essere vissuta in pieno. Procedendo ancora oltre si raggiungono prima la contrada Marinella e la sua caletta (caletta Marinella) e subito dopo la contrada Uzzo con la sua caletta. Da qui una breve deviazione in salita consente di raggiungere la grotta dell'Uzzo, all'interno della quale ci sono rondoni e altri volatili che la abitano. Per motivi di sicurezza troverete una staccionata che impedisce l'accesso alla grotta, ma basta procedere pochi passi più avanti, e prendere il sentiero che sale sulla sinistra, per poterla ammirare nella sua interezza. A circa 300 m dalla grotta è ubicato il Museo della Civiltà Contadina.

Per questo percorso i rifornimenti d'acqua sono disponibili a Cala del Varo (però solo nei mesi estivi) e al Museo della Civiltà Contadina in contrada Uzzo.

- Sentiero di mezza costa è quello più panoramico! Leggermente più difficile del primo ma se volete davvero godervi l'intero panorama ve lo consiglio assolutamente. Lungo circa 9 km ci vuole circa 4 ore e mezzo per percorrerlo tutto. Il primissimo tratto è lo stesso del sentiero costiero, poi una volta giunti al centro visitatori dovete percorrere un ripido sentiero in salita che conduce proprio al sentiero di mezza costa a 290 m di altezza, che percorre parallelamente il sentiero costiero. Dal Bosco di Scardina, si prosegue diritto sino a raggiungere Pizzo del Corvo, da qui si procede fino a contrada Sughero, dove potrete godere del panorama mozzafiato, si perchè a 367 mt di altezza potrete osservare i meravigliosi colori delle calette che si aprono sotto di voi e sentire il profumo dei fiori e degli alberi che vi circondano. In contrada Sughero si trovano diversi caseggiati rurali, alcuni dei quali adibiti a rifugi. Il sentiero prosegue per altri 2 km sino a Borgo Cusenza, un piccolo borgo rurale, un tempo abitato da pastori e contadini, ancora oggi perfettamente conservato. Da qui un sentiero consente di raggiungere il circuito dei sentieri alti mentre percorrendo in discesa il Canalone delle Grotte di Mastro Peppe Siino si arriva al sentiero costiero, dove potete approfittarne per fare un rilassante bagno nelle varie splendide calette, e da qui verso l'uscita.

Per questo sentiero i rifornimenti d'acqua sono disponibili in contrada Sughero e a Borgo Cusenza.

- Sentiero alto, quello più impegnativo. Lungo 17,5 Km si percorre in 7 h. Quindi se siete ben allenati e volete davvero vivere la riserva in tutta la sua bellezza è il percorso che vi consiglio di fare. Percorrendo il sentiero di mezza costa, dopo poche centinaia di metri si incontra un sentiero che si inerpica attraverso un ripido canalone circondato da macchie di ginestra odorosa. Al termine del sentiero si arriva ad un pianoro situato ai piedi del Bosco di Scardina, una zona di rimboschimento occupata da una pineta di pini d'Aleppo dove potrete godere non solo del fresco ma anche di uno splendido panorama. Proseguendo per un sentiero in leggera salita che costeggia i caseggiati rurali di Marcato della Mennola e Marcato della Sterna si raggiunge Pianello, una zona in cui si alternano tratti pianeggianti e rilievi calcarei.  Da Pianello il sentiero procede lungo il confine della riserva per circa 3 km attraverso la località Salta le Viti, incontrando i rilievi di Monte Speziale (ad un'altezza di 914 m) e Pizzo dell'Aquila ( ad un'altezza di 759 m). Proseguendo si arriva a Portella Mandra Nuova, una zona in pianura in cui godere del panorama mozzafiato; da qui è possibile salire a Monte Passo del Lupo (siamo ad un'altezza di 868 m) per poi scendere verso Marcato Puntina e Borgo Cusenza, un agglomerato di case rurali che in passato era abitato stagionalmente dal periodo estivo fino al mese di dicembre, periodo di semina del grano. Qui troverete anche un abbeveratorio.

 

 

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Chi non vuole percorrere la Riserva a piedi sono tante le barche che partono da Castellammare  o da San Vito lo Capo, che organizzano escursioni di una giornata o di mezza giornata. Ma volete mettere il fascino del trekking tra mare e montagna? Solo a piedi potete vivere l'intera Riserva e godere di ogni piccola cosa che si nasconde al suo interno.

Come raggiungere la Riserva dello Zingaro

La Riserva dello Zingaro, come vi ho già detto, ha due ingressi uno sud da Scopello e uno nord da San Vito lo Capo e si raggiunge facilmente in auto. 

- Ingresso sud: si può raggiungere percorrendo l’Autostrada A29 Palermo-Mazzara del Vallo, uscita Castellammare del Golfo e proseguendo attraverso la strada statale SS 187 in direzione Trapani; subito dopo si imbocca la deviazione per Scopello. Giunti in località Guidaloca si prosegue, superando la Tonnara di Scopello, fino ad uno spiazzo destinato a parcheggio, poco prima della galleria.

- Ingresso nord: bisogna proseguire sulla SS 187 fino al bivio per San Vito Lo Capo, raggiungere la fine della strada asfaltata e da qui proseguire a piedi. L'ingresso alla riserva è a circa 500 metri dalla Tonnarella dell’Uzzo.

La Riserva dello Zingaro si può raggiungere anche in autobus, prendendo dalla stazione di Castellammare del Golfo l'autolinea Russo. Da San Vito lo Capo, invece, non ci sono mezzi disponibili che portano direttamente alla Riserva. 

 

Informazioni utili 

Riserva Naturale Orientata dello Zingaro

Orario ingresso alla riserva: dalle 7:00 alle 19:30

Biglietti d'ingresso: 5 euro (biglietto intero); 3 euro (biglietto ridotto - fino ai ragazzi di 14 anni); gratuito per cittadini Italiani di età superiore ai 65 anni.

Abbigliamento consigliato: scarpe da trekking, cappellino, costume

Consiglio di portarvi sempre dietro qualche bottiglia di acqua. Adatto ai bambini purchè scegliate il sentiero costiero. Vi consiglio di iniziare il percorso nelle prime ore del mattino, quando il sole non è ancora troppo forte, o nel pomeriggio. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trapani Riserva naturale



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